L’essenza del dipingere con l’acqua

L’essenza del dipingere con l’acqua

Ieri su Facebook, ho trovato questo commento di Mauro Centrone che descrive l’essenza del dipingere con l’acqua. Non ci conosciamo, ma attraverso gli acquarelli e i video è riuscito a captare l’essenza del dipingere con l’acqua. Mi sono molto emozionata che attraverso acqua e colori si riesce a trasmettere così tanto! Un Universo!!! io l’ho sempre saputo – Mauro ha trovato le giuste parole. Mauro, grazie di cuore!

Eccovi un copia incolla di ciò che ha scritto:

Carissima Adriana,
ti scrivo in seguito al tuo stato d’animo così chiaramente espresso nel tuo post dopo il primo giorno di mostra a Salò…
Non potevo tacere, e vorrei condividere questi miei pensieri anche con tutti i partecipanti e sostenitori del gruppo “Dipingere con l’acqua”, persone che non conosco, ma con cui mi sento molto legato nella nostra adesione alla grande passione “acquarellosa”.
Innanzitutto vorrei citare un mio vecchio amico, il quale mi ripeteva spesso che “…quando un progetto che reputi “buono” fatica ad ottenere approvazione, allora questo è proprio un sintomo e un indicatore preciso della bontà del progetto”.
Io aggiungerei anche che il consenso facile e immediato, purtroppo per come siamo abituati a relazionarci oggi, dovrebbe addirittura destare quanto meno un sospetto…
Devo ammettere che agli inizi, quando ho cominciato a seguirti su You Tube, tra “fusioni, vuoti funzionali, negativi colorati e velature” non mi ci raccapezzavo proprio … con difficoltà li distinguevo, cercavo di identificarli, di capirne la successione temporale… E questo mi bloccava: non sapevo da dove iniziare… C’era qualcosa che tu in realtà non dicevi … ma cos’era?????
Ho impiegato parecchio tempo…e poi all’improvviso una illuminazione: mi si è chiarito tutto! Non dovevo accostarmi al tuo modo di far “scorrere i colori con l’acqua sulla carta“ in maniera razionale, ma al contrario, in modo istintivo ed emotivo.
Il tuo acquarelo è un qualcosa che, secondo me, va dapprima INTUITO e PERCEPITO e solo alla fine VISSUTO EMOTIVAMENTE.
E questo processo non è solo il modo di approcciarsi alle tue opere, ma è anche ciò che le tue opere RAPPRESENTANO.
Mi spiego meglio.
Lavoro nel campo dell’astronomia, e col mio telescopio sono abituato ad osservare l’universo. E so anche che con un altro telescopio, e con un altro modo di osservare il cielo, quello stesso universo può apparire sotto aspetti diversi. Basti pensare a come solo l’astronomia infrarossa ci permetta di osservare come esplode una stella, o come solo l’astronomia ottica ci permetta di vedere come nasce la stessa stella, e come oggi la sfida sia diventata quella di imparare a capire come studiare ciò che non si può osservare, visto che la maggior parte di ciò che costituisce l’uiverso è materia “oscura” invisibile…
Con questo voglio dire che il tuo stile è diverso da quello che possiamo chiamare “realista” perché è uno strumento diverso di osservare il mondo che ci circonda. E questo non solo a livello di “spazio”, ma anche di “tempo”. Ritengo cioè che il tuo stile abbia una capacità in più: quella di descrivere la realtà su un intervallo di tempo ben più grande dell’approccio “realista”: la mia “tesi” è che nei tuoi acquarelli c’è un PRIMA e un DOPO (un fluire del tempo molto particolare), mentre in un acquarello “realista” troviamo solo “l’ADESSO”.
Scusami se mi dilungo ancora un po’, ma ho proprio il desiderio di mettere su carta questi miei pensieri…e per questo provo a chiarire ancora di più ciò che ho appena accennato.
Immaginiamo di schematizzare l’esperienza della conoscenza di un qualsiasi evento, o l’esperienza di qualsiasi realtà, nel seguente modo: (VEDI IMMAGINE ALLEGATA: SCHEMA)
Dapprima l’intuizione e la percezione dell’evento, poi l’evento stesso, alla fine l’emozione e il ricordo che l’evento ha appena suscitato in noi…
Per fare un paragone di questo tipo di esperienza pensiamo a quando usiamo un arco e stiamo per scoccare la nostra freccia: durante la fase antecedente il rilascio percepiamo ciò che sarà, poi la freccia si conficca nel bersaglio e subito dopo si genera quel senso di appagamento o di delusione…
Bene: io sostengo che il tuo modo di usare l’acquarello ha come risultato la descrizione del prima e del dopo, mentre un approccio “realistico” è imprigionato nella “rappresentazione istantanea.
Il tuo “PRIMA” è rappresentato da quel meraviglioso processo che tu chiami FUSIONE, dove intuisci e percepisci ciò che vuoi rappresentare, dove ti lasci andare, dove l’essenza prevale sulla forma, dove i VUOTI FUNZIONALI e i NEGATIVI COLORATI preparano all’”evento”.
Il tuo DOPO è rappresentato dalle “VELATURE” e dall’intervento del BIANCO che si sovrappone con dettagli preziosi al colore fuso ormai in simbiosi con la carta…
E qui avviene il miracolo! Tu SALTI completamente la fase centrale, quella della rappresentazione istantanea, ti svincoli dal realismo, dalla descrizione imprigionata e congelata dell’istante, la eviti istintivamente ma anche razionalmente, perché sai che altrimenti potresti arrestare questo fluire meraviglioso del tempo che si innesca nei tuoi acqarelli, e che si trasferisce da te che li hai realizzati a noi che li osserviamo… e che in questo modo non si ferma più….
Crei qualcosa di dinamico, di vivo, di vibrante… che dura nel tempo…. e questa è la sensazione che abbiamo tutti noi quando godiamo dei tuoi acquarelli…..
Al contrario, chi invece è più legato ad un approccio realistico, resta chiuso nell’ADESSO… A volte può capitare di emozionarci anche di fronte a questo tipo di approccio: ciò accade perché in alcuni casi questi lavori si collocano vicini alle linee verticali verde e blu (vd schema precedente), cioè prossimi alla transizione tra il PRIMA e l’ADESSO e alla transizione tra l’ADESSO e il DOPO…
Lo schema che mi sono inventato riprende molto da vicino ciò che accade quando la luce attraversa un prisma di vetro:
(VEDI IMMAGINE ALLEGATA: PRISMA)
prima la luce bianca, informe, apparentemente priva di informazioni, ma viva…. ESSENZIALE; poi il vetro, che la decodifica e la scompone ma la costringe e la cattura; infine, la fuga verso una libertà ricca di vibranti emozioni…ricca di storia, di sensazioni, di una spinta vitale, fluida e dirompente… ricca dei colori dell’anima…
Nei tuoi acquarelli c’è tutto ciò che non è imprigionato dal vetro… e noi, di questo, te ne siamo profondamente grati !
Mauro Centrone

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2 comments on “L’essenza del dipingere con l’acqua”

  • Luca

    Questo commento ha colpito ed emozionato tutti del nostro bel gruppo!

    • Adriana Buggino (author)

      Verissimo caro luca. Questo Signore che io non conosco, ha captato tutto – solo attraverso foto e i video…impressionante.

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